Il MASTER DI SECONDO LIVELLO dello IUAV per progettare e realizzare nuovi modelli di padiglioni, spazi espositivi, nuovi metodi di esposizione di spazi d’arte, temporary space, spazi eventi.

D come DESIGN e DIDATTICA

di Raffella Laezza

Ricorre per la seconda volta nell’alfabeto del master la lettera D e questa volta è per soffermarsi su uno dei punti focali del suo scopo: la cultura progettuale dell’architettura effimera.

E’ ormai consueto utilizzare in italiano la parola design ma, che significato ha nell’ambito culturale del Master TFA&ES?
La parola è usata in alcuni degli undici corsi del master: Lighting Design, Sound Design, Design della comunicazione, Architectural Design, Architectural Fair Design. L’accezione che più è pertinente è quella di Design come progetto laddove progetto deriva dal latino proiectum, proiettare, proiezione avanti. Si tratta di una proiezione dell’architettura nel suo costruito temporaneo. Il metodo parte dall’idea che il progetto d’architettura è un process scandito da steps definiti dai docenti nel laboratorio di Architectural Design. Il tema del laboratorio ogni anno è diverso. Nell’istante di consegna del progetto, nella giornata del Final Open Critic, a fine del primo semestre, si interrompe il process generalmente formato da 15-20 steps.

Ogni masterista trova, all’interno di questi passaggi precisi del progetto, gli stessi passaggi che richiede un progetto per il futuro committente e, tramite il master, inizia a prendere consapevolezza della complessità e del nitore necessario per interloquire con la committenza. Il corsista, inoltre, trova nel process la chiarezza per potere sviluppare la propria capacità espressiva. Ogni steps ha un nome e il suo contenuto è legato alle materie degli undici corsi che coincidono con le materie necessarie per imparare a fornire un progetto completo di tutte le sfumature tecniche e linguistiche. I docenti delle rispettive materie conoscono il process dei masteristi e ricoprono il ruolo di “consulenti esperti”, osservatori critici di ciascun singolo progetto. La didattica quindi è al servizio della crescita dello studente verso un solido rapporto con la propria crescita culturale e con l’ambito lavorativo del dopo master.

Ogni anno viene assegnato un nuovo tema e per l’a.a. 2017-18 non è ancora definitivo: potrà essere un “Padiglione Invisibile” per Matera, Città della Cultura 2019 o un progetto per gli spazi effimeri del Teatro Piccolo di Milano. E’ certo che, fin dal primo giorno di lezione, il 27 ottobre 2017, il progetto parte e sarà linfa di ciascuna conferenza, incontro, visita. Design diviene così non solo un progetto di architettura ma il progetto stesso educativo dei dodici mesi di grande concentrazione, appassionata ricerca, da condividere con la nuova comunità del master. Ciò che in nuce governa questa didattica è che il singolo e ogni singolo progetto è condiviso con colleghi, esperti, grandi progettisti e protagonisti dell’architettura temporanea.


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A.A. 2017/18

CONSEGNE STUDENTI CORSO DI ARCHITECTURAL DESIGN

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