Il MASTER DI SECONDO LIVELLO dello IUAV per progettare e realizzare nuovi modelli di padiglioni, spazi espositivi, nuovi metodi di esposizione di spazi d’arte, temporary space, spazi eventi.

E come Effimero

di Raffella Laezza

Effimera, temporanea è l’architettura di padiglioni, allestimenti per eventi culturali, sportivi, religiosi, dell’emergency, di shops nelle stazioni o negli spazi interstiziali delle metro.

E come:
Effimero | non Effimero

Non effimero è il process di progettazione che conduce all’architettura effimera. Un metodo assai preciso è infatti insegnato al master affinchè si possa controllare ogni step di progettazione al fine di poterne poi utilizzare e riutilizzare ciascun contenuto. Dopo un’osservazione attenta dell’effimero in natura _la natura è in continua trasformazione ci racconta Goethe_ si tratta di creare un mapping dei suoi movimenti di crescita e sviluppo e riportarli al processo progettuale dell’architettura effimera. E’ un metodo che si avvale di una lettura in micro della natura e che espande la nostra conoscenza verso l’impensabile.

Il progetto non è previsione formale ma, all’inizio, ha la qualità di una ricerca, laboratoriale, interessantissima indagine, che è colma di stupore, sorprese. Se è necessaria un’ossatura metodologica al progetto delle architetture effimere ciò non toglie che il progettista non debba avvalersi della sua visione che, come un fisico, lo aiuterà a trovare l’impensato.

C’è uno step, in particolare, nel process progettuale che porta al pragmatismo costruttivo: quello della geometrizzazione dei vari moduli di costruzione che, come in natura, hanno infinite combinazioni. Per traslato, in architettura, gli stati aggregativi diversi conducono a molte ipotesi di progetto. Qui sta la ricchezza del metodo: con un solo modulo e molte combinazioni diverse possiamo riutilizzare i pezzi, smontarli e riposizionarli per altri volumi, funzioni, poiché sempre trasportabili, leggerissimi.
Se l’effimero conduce al non effimero e, viceversa, ecco il potenziale di questi studi che ci lasciano sperare in un metodo utilizzabile anche per l’architettura, quella della lunga durata, che il contemporaneo ancora ci chiede.

Il non effimero metodologico è dunque la roccia su cui si radica l’architettura effimera ed è lo strumento che preserva la qualità della nostra cultura di architetti, ingegneri, visual artistists : non la deforma, riduce, annienta.

 


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A.A. 2017/18

CONSEGNE STUDENTI CORSO DI ARCHITECTURAL DESIGN

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