Il MASTER DI SECONDO LIVELLO dello IUAV per progettare e realizzare nuovi modelli di padiglioni, spazi espositivi, nuovi metodi di esposizione di spazi d’arte, temporary space, spazi eventi.

Alfabeto del Master – lettera T

di Raffella Laezza

Dal titolo del master è comprensibile il taglio della didattica e della sua proiezione nella costruzione dell’architettura poiché touch-tattile significa “portatore di possibile costruzione.

T TOUCH-TATTILE

T come:
Touch_Tattile
Temporaneo
Timing
Tirocini
Tradizione

Alla scala di un padiglione o di un exhibit e temporary space è possibile la costruzione poiché la sua misura e il suo sistema costruttivo modulare accelerano i processi commerciali e politici impliciti nel ciclo di vita di un edificio. Per l’architettura italiana il tattile coincide con temporaneo, breve, immediato, istantaneo solo per le piccole architetture dell’exhibit o dei temporary shop. Diverso per altre culture costruttive urbane, per esempio asiatiche, che lo concepiscono a scala maggiore, urbana: il loro skyline muta ogni giorno e la temporalità dell’architettura è nel “velocissimo” quasi coincidente con il nostro concetto di padiglione temporaneo.

Non è solo la globalizzazione ma è la tradizione architettonica asiatica a dettare tale fenomeno. Se dunque le due parole touch-tattile e temporaneo sono intimamente connesse, nella didattica del master questo si conforma al metodo progettuale di lezioni che indagano le geometrie naturali dove la temporalità coincide con l’esperienza della trasformazione della natura stessa, luogo del tempo, del suo esistere, dell’ ”esserci” come codice genetico, geometrico. Visto in micro.

Così il padiglione, parola dal latino papilionem_farfalla, deriva dallo studio progettuale connesso con il processo ripetibile ad infinitum della natura. Qui il progetto del masterista è istante di indagine, esperimento, riflessione colta nella processualità naturale.

Timing:i primi sei mesi del master l’indagine è dunque serrata e lo studio è verticalizzato sui temi fondanti il fair e l’exhibit architecture. I sei mesi successivi sono, all’opposto, completamente immersi nella realtà costruttiva di aziende, fiere, studi qualificati di architettura.

I tirocini o stages non sono solo l’immediata applicazione dei metodi appresi nelle lezioni frontali ma sono la prova del nostro sapere essere portatori dei nuovi metodi appresi nel master. Sta in noi l’arditezza di sapere comunicare nuove modularità, materiali, processi costruttivi negli ambiti di una certa tradizione commerciale speculativa. Solo con uno studio alla radice possiamo permetterci di sradicare e condurre i progetti verso nuove soluzioni. La logica, il metodo creativo del costruire sostenibile, agile, economico che deriva dai processi naturali dovrà allora essere più forte delle logiche interne di molte aziende che con i loro problematici preallestiti in alluminio anodizzato e i loro self made dei dettagli hanno saturato i territori di fiere, eventi. Questi non sono la tradizione dell’architettura allestitiva italiana, che è la prima al mondo per qualità grazie ai nostri maestri. Essi si possono chiamare maestri semplicemente poiché hanno saputo resistere e proporre con studio e passione altro. Per il contemporaneo, su questa tradizione non tanto figurativa quanto comportamentale possiamo proseguire.

Una nuova estetica è in corso, un ”nuovo umanesimo” con Cecil Balmond.


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A.A. 2017/18

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